domenica 1 maggio 2011

Assignment 4: Social Bookmarking!

Ciao a tutti! Allora, sfortunatamente per voi (ma più per me) sono di nuovo stato costretto con l’inganno a fare un altro assignment. Già, che palle. Di che si tratta stavolta? Ah, aspettate che chiedo al mio assistente (magari l’avessi, almeno lui avrebbe i soldi per pagare qualcun altro per fare questo lavoro). Comunque oggi parleremo dei Bookmark! Uhm? Come devo anche spiegare cosa sono?! Maledetto bastardo, AAARGHH. D’accordo d’accordo. Un bookmark è una specie di segnalibro su cui poter annotare una pagina web che ci interessa, permettendo quindi di averla sempre a portata di mano e di condividerla, se vogliamo, con altri. Poniamo ad es. che siate fan di cartoni animati (che originalità! che estro!) e che il vostro preferito sia Gintama! Come fare per vedere tutte le puntate in italiano della 1° e 2° serie? Presto detto, c’è un sito bellissimo che le ha tutte: http://direttastreaming.forumcommunity.net/?t=37295774. E se un giorno che siete fuori non vi ricordate il sito e non avete il vostro computer? Come fate a ritrovarlo? Ecco che con i bookmark, potrete salvare l'indirizzo su un sito web e averlo a disposizione su qualunque pc! Bene, adesso che avete imparato un sacco di cose è anche l’ora di metterle un po’ in pratica, quindi al lavoro! Andate su Gooooooogle e cercate “Delicious” (non aggiungete altro, sennò è probabile che vi si pianti un bel porno davanti e la mia spiegazione finirebbe quì) e cliccate sul primo risultato. La pagina a cui accederete dovrebbe somigliare a questa:
Ora, se non siete ancora iscritti, cliccate su “Join Now” che vi ho garbatamente indicato in figura. Verrete reindirizzati a questa pagina:

Per tutti quelli che posseggono un account Goooogle sarà conveniente cliccare sull’opzione che ho sottolineato, e fare l’accesso col vostro account. Non appena lo avrete fatto la procedura d’iscrizione sarà completa e verrete rimandati alla pagina iniziale di Delicious.
Questa è la home: se avrete fatto tutto correttamente noterete in alto a destra una scritta (marcata in giallo) in cui dovrebbe apparire Hi e il nome con cui vi siete registrati (*). E l’altra scritta evidenziata in rosso? Ottima domanda Sherlock: quello è il bottone che devipigiare se vuoi inserire i tuoi bookmarks.
Bene, una volta arrivati in questa pagina ci sono varie opzioni. Se desiderate che il computer vi propini 34535345 pagine su cosa siano i bookmark e su come fare a segnarli cliccate la prima delle tre icone (pillola rossa). Se volete importare dei bookmark precedentemente salvati su un altro browser tipo Mozilla, Explorer, Chrome etc.. cliccate sul terzo bottone (pillola gialla). Se invece siete gente normale, che non ha hakerato l’intero database della CIA e non ha vissuto creando finti conti in Svizzera cliccate sul secondo bottone (pillola verde).
La pillola verde vi precipiterà nella tana del bianconiglio: non preoccupatevi, non siete diventati né Neo né tantomeno Alice, quindi smettetela di guardarvi allo specchio e rimettetevi al lavoro. Vedete quel simpatico riquadro cerchiato in rosso recante la scritta URL? Bene, lì è dove dovete mettere l’indirizzo web della pagina che desiderate salvare: riportatelo e passate all’ultimo livello (attenti qui c’è il boss!). Se avete seguito tutte le procedure correttamente senza che vi sia cresciuto un capezzolo in fronte allora dovreste vedere una cosa del genere:
Il titolo vi permetterà di ricordare (e quindi di ritrovare) più facilmente ciò che avete salvato e volete rivedere.
L’URL vi rimanda direttamente al sito.
I tags sono le parole chiave di ricerca.
Le note vi permettono di aggiungere una descrizione, magari come promemoria o come avviso ad altri utenti che vogliono visitare quel sito.
Fate “Save” e il gioco è fatto!
(*) Per sbaglio non ho messo il mio nome è perciò il mio account è 042abeb89cb89bc63ca0273c4b8a6032, HAHAHAHA

Alla prossima!

バイバイ!

“LA DEBOLEZZA E’ L’ESSENZA DEGLI UOMINI, FA PARTE DELLA LORO NATURA. IO INTENDO USARE IL POTERE DELL’IPNOTISMO..PER DISTRUGGERE CIO’ CHE PROVOCA TUTTO QUESTO!” (Ren Hiyama)

Hello! Hello! Oggi sono solo 46597869789 gradi Kelvin, e quindi mi sono detto, perché non scrivere un bel post prima di sublimare nell’aria? Eh già, che splendida idea! Mi immagino quante persone saranno in casa con questo sole super splendente! E vabbè.. Per voi, cammelli dalla grande gobba, ho una sorpresa veramente rinfrescante: oggi parliamo di un manga very, very great, LOST + BRAIN! Questo fumetto, date le notevoli somiglianze (a detta dei più) con Death Note, ha riscosso solo giudizi o estremamente positivi (la minoranza) o estremamente negativi (la maggioranza): personalmente ritengo che sia un bel manga e che offra notevoli spunti di riflessione, anche molto diversi da DN! Siccome non vedo l’ora di conoscere la vostra opinione, eccovi servita la trama!
Durante il primo anno di liceo, lo studente Hiyama Ren è stufo dell'attuale società noiosa ed insensata. Alla ricerca di un modo radicale per poter creare una sua utopia perfetta senza i rifiuti della società, viene a sapere da Takagi Yuka, una sua compagna di classe, dell'esistenza di una ipnosi con cui controllare le persone. Il maggior rappresentante in questo campo è Kuonji Itsuki, famoso giapponese conosciuto in tutta la nazione e zio di Takagi Yuka, il quale riesce a convincere Ren attraverso una pratica d'ipnosi, della veridicità delle sue azioni. Cavia dell'esperimento è un compagno di classe di Ren, molto timido e schiavo dei ragazzi più grandi, ma che proprio grazie a questo controllo ipnotico fa delle azioni che normalmente non avrebbe mai il coraggio di fare, come imitare dei famosi cantanti rock. Visto ciò, Ren capisce che attraverso l'ipnosi può conquistare il controllo di tutti i rifiuti della società e, un anno dopo, trasformatosi in un ragazzo gentile ed educato del secondo anno di liceo, inizia il suo piano di controllo della nazione.

Cari senpai torno al mio bushidō. Scrivete numerosi!

バイバイ!

domenica 24 aprile 2011

RESISTI POTENTE GIAPPONE!

Scommetto che nessuno di voi aveva intuito che il Giappone fosse la mia passione eh? Cosa?! L’avevate intuito? Allora siete proprio bravi! Sfortunatamente però, vista l’attuale condizione che affligge il popolo giapponese non posso esimermi dall’intervenire sul discorso “nucleare”. Tanto per mettere subito in chiaro le cose ritengo che l’energia nucleare sia veramente pericolosa ed il suo utilizzo sia oltremodo sbagliato. Ci sono tante ragioni per cui il nucleare non dovrebbe più essere in uso, e tra queste sicuramente il fatto che non è un tipo di energia rinnovabile (l’Uranio dovrebbe esaurirsi nel giro di 80 anni, presumendo che la domanda resti invariata, cosa impossibile se il nucleare verrà considerato l'unica forma di energia utilizzabile), che richiede delle misure di sicurezza che vanno ben oltre tutte le possibili previsioni (lampanti mi sembrano i casi di Chernobyl e Fukushima), che lo smaltimento delle scorie è impossibile (introdurre del materiale sottoterra in dei compartimenti stagni non è comunque sicuro perché, al minimo cedimento del terreno, potrebbero rompersi e far fuoriuscire le scorie), e che in caso di disastro le conseguenze si riscontrano sui beni primari per chissà quanti anni (mi riferisco nello specifico all’avvelenamento del cibo e dell’acqua, essenziali alla vita). Mi rivolgo a quelli come me, che sono studenti di Medicina e sanno, o ben presto sapranno, quanto gravi possano essere malattie tumorali causate da radiazioni, quelli come me che sono appassionati della cultura giapponese e non avrebbero mai voluto vedere un disastro simile, ma soprattutto quelli come me, che hanno un cervello ed una sensibilità tali da comprendere quanto dannoso e pericoloso possa essere il nucleare e quanto dobbiamo simpatizzare con quelle persone che hanno perso tutto a causa di questo, anche la loro vita.
Resisti potente Giappone è più di appello informativo, è una possibilità per tutti di scegliere come vivere il proprio futuro, perché, detto fra noi, credo che possiamo inventarci di meglio di questo. E voi, non credete? Nelle cose bisogna sempre valutare i pro e i contro, ciò che vale davvero e ciò che non.

Per finire, ecco a voi una piccola lezione online sul nucleare. Scegliete con saggezza capito?


GREAT!

バイバイ!

venerdì 22 aprile 2011

Assignment 3: Coltivare le connessioni!

Introduzione
Mentre leggevo quanto il professore aveva scritto, mi sono rinchiuso, come spesso capita, nel mio mondo a pensare e ne sono venute fuori un po’ di considerazioni al riguardo, che sarei lieto di proporvi. Ho suddiviso il mio commento in 4 capitoli che riprendono certi paragrafi del testo, giusto per fare un po’ di brain battle. Let’s start!
Evoluzione e crescita esponenziale
Su questo punto mi sento un poco di dissentire. Partiamo però da ciò su cui sono d'accordo: sono pienamente d'accordo sul fatto che il mondo si trovi in uno stato di permanente divenire, e che il cambiamento sia una qualità intrinseca (cioè appartenente ed imprescindibile) dell'essere. Tuttavia, come quando si osserva un quadro è necessario avere tanto la visione globale quanto quella dei particolari, così se vogliamo studiare un oggetto è tanto necessario vederne l'insieme come le parti: è dunque errato parlare di evoluzione riferendosi solo alla Terra nella sua globalità. L'evoluzione globale influenza il singolo come il singolo il globale. Dobbiamo ricordarci che la grandezza dell'uomo è dovuta alla sua grande capacità di adattarsi: ogni azione produce un cambiamento e ogni cambiamento ne produce un altro su colui che l'ha generato. Postulato questo, devo comunque ammettere che ho trovato molto interessante la resa in termini matematici del concetto di crescita esponenziale ma trovo logicamente errata la conclusione che ne è stata tratta: la fase esplosiva non è diventata manifesta solo ora, nel terzo millennio. Il fatto è che noi siamo predisposti ai cambiamenti, e siamo talmente tanto predisposti che, quando questi avvengono, ci sembrano fin troppo naturali (e quantomeno necessari) da non farcene accorgere neppure: tuttavia, riflettendo attentamente, penso che giungeremmo alla stessa conclusione, e cioè che ogni cosa è in continua evoluzione, sempre. Mmh, devo dire però che il termine "evoluzione" mi disturba molto in quanto non ho mai ben capito cosa voglia significare. Oggigiorno "evoluzione" ha preso il significato di un volgere verso qualcosa di positivo, quasi un migliorarsi. Credo che non ci sia niente di più sbagliato. Se è vero che sono state alcune scoperte, quelle che ci hanno reso la vita “migliore”, a far parlare di evoluzione, allora ritengo più giusto ringraziare il caso, che seppur favorevole, sempre caso è. Nel termine evoluzione ciò che è davvero insito è il senso del trasformarsi, del continuo mutamento.
Reti e strutture
La rete. Un bel paradosso. Il termine rete ci fa pensare ad una trama e ad un ordito, un insieme ben organizzato di fili che si intrecciano, un qualcosa che cattura e che limita. La rete ci appare dunque come un vincolo. Ed è davvero buffo se pensiamo che l'uomo nasce libero! L'uomo è nato come un animale rispondente soltanto ad una cosa: i suoi impulsi. Con l'avvento del cosiddetto progresso l'uomo si è evoluto, ed è stato allora che ha deciso di porre delle leggi e di limitare spontaneamente la sua libertà. E da un po' di tempo è nata questa cosa chiamata rete. Ma che cos’è davvero la rete? Da come l’abbiamo descritta appare come un’ulteriore costrizione. Che nome buffo che gli è stato dato! Eppure non è del tutto fuori luogo, anche se la rete è effettivamente qualcosa di molto particolare.. sicuramente molto più di un semplice intreccio di fili: usando un termine un po’ ermetico la si potrebbe definire “libertà vincolante”. E' incredibile! La rete non ha ordine né gerarchia, è vero. La rete è caos ordinato, come quello di camera mia. Le reti sorgono, è inevitabile, è inarrestabile. I nodi di questa sono tutti uguali per importanza, ma diversi per natura. Nessuno predomina. E ognuno di loro cerca di fare ordine al suo interno, ma come tutti sanno ogni persona ha un proprio sistema per ordinare le sue idee, ognuno ha i suoi schemi. Il risultato? Ogni nodo si organizza con le proprie leggi, ogni nodo si è connesso ad un altro, tutti i nodi si scambiano informazioni e la rete risulta un gigantesco caos: ordinato però. Lo scambio di informazioni è inevitabile poiché necessario alla vita: ed infatti i nodi crescono nutrendosi di ogni informazione, maturano e quindi si modificano (per quelli a cui piace utilizzare la parola evolvere, si evolvono). La rete è la dimostrazione di come l'uomo sappia adattarsi a qualunque situazione, di come senta la necessità di apprendere e di insegnare, di mutare ed essere mutato. Citando Sherlock Holmes “una deduzione giusta ne suggerisce invariabilmente altre”, così come un’idea geniale ne porta inevitabilmente altre, e questo meccanismo si riflette in modo esponenziale in una rete dove si trovano connesse miliardi di persone: immaginatevi miliardi di cervelli, in costante collegamento tra loro, dove per ogni x problema ci sono centinaia di migliaia di persone con soluzioni valide che da soli neanche potremmo immaginare. Questa è la potenza di Internet, questa è la potenza della rete!
Recuperiamo il passato
Allora allora allora. Comincio col dire che l’origine del termine rete e la sua inerenza ai vari campi nella quale è stata citata mi sembra molto appropriata, tuttavia ci dobbiamo ricordare un concetto fondamentale: è sensato parlare di reti perchè l'interazione reciproca è una caratteristica fondamentale per la vita, tuttavia sarebbe inappropriato attribuire alla rete un'esistenza propria. Dalla rete si può captare il pensiero altrui, si possono racimolare informazioni che altri hanno raccolto. Quindi sono d’accordo con Capra nel dire che dove c’è vita ci sono delle reti, ma in certi limiti. A quanto si dice, questa rete sta diventando piuttosto complessa da descrivere e la scienza del XX secolo non basta più (il che è un bene a mio avviso). Questo non significa che l’approccio riduzionistico sia sbagliato, ma semplicemente che non sia adatto ora come ora. La scienza è la prima a sottoporsi alle leggi darwiniane, e dunque solo i metodi più adatti sono destinati a sopravvivere nel tempo: è per questo che esiste anche una selezione della metodologia scientifica. Tuttavia gli approcci passati possono offrire un ottimo spunto per nuove idee, non dimentichiamoci dopotutto che noi siamo soltanto nani sulle spalle di giganti. E su questo sono molto d’accordo con quanto è stato scritto. Sono d’accordo anche sulle capacità auto generative di Internet, o meglio: credo che le comunità che lo popolano offrano strumenti per far sì che non debba mai scomparire. I nodi fanno di tutto per restare connessi. Il paragone con un organismo vivente mi sembra il più logico. L’uomo ha di per sé caratteristiche più complesse della semplice somma delle singole parti che lo compongono: egli coopera con altri uomini per raggiungere obbiettivi comuni, così come le singole cellule cooperano all’interno di quell'organismo per garantirne la vitalità. Organizzazioni sempre più piccole, sistemi sempre più complessi. Perché è difficile comprendere Internet? Perché ci vuole una visione d’insieme, dal particolare al generale, e non tutti sono ugualmente abili. In realtà però, il fatto che così tante persone riescano ad usufruirne, anche se in minima parte, denota (come giustamente è stato detto) che il grado di competenza e di strumenti per gestirlo è minimo. D’altro canto non sono assolutamente d’accordo sul fatto che a limitare le persone all’uso di Internet, ci sia un disagio dovuto ad un atteggiamento passivo, alla scuola o alla perdita di sensibilità verso ciò che ha vita: questo non è affatto vero. Penso che tutti siano spinti verso questa novità, ma per alcuni l'approccio può risultare difficile, ed è quindi necessario aspettare, proprio come si fa quando una pianta mette le prime radici nel terreno. Sinceramente ritengo che la scuola (almeno per come l’ho vissuta io) non abbia provocato tutto questo. Molto spesso sono gli stessi alunni a volere un programma scritto e ordinato e odiano le divagazioni (sempre che si possano chiamare così), sono loro a volere sentirsi dire soltanto cose finalizzate al lavoro che faranno e nient’altro. Sono convinto che la scuola dovrebbe insegnare di più, ma credo che un cambiamento del genere dovrebbe partire dalla volontà dello studente di venire a scuola per crescere, non per inserirsi nella società. Questa sensibilità della vita si sta perdendo, ma la colpa è di quelli che credono di sapere tutto, e invece non sanno un bel niente. Il maestro è perciò la metafora che più mi si addice.
Cosa dobbiamo fare?
Concordo pienamente nel dire che le nuove tecnologie dovrebbero essere introdotte per permettere una maggiore capillarizzazione, e quindi una maggiore diffusione e accessibilità, delle risorse. L’informazione, di qualunque natura sia, deve essere raggiungibile in ogni luogo: ed effettivamente questo sta accadendo, e anche velocemente! Mi sembra davvero insensato insultare il sistema di istruzione. Il sistema non è sbagliato, altrimenti si arriverebbe ad un assurdo: come fa un sistema sbagliato ad aver generato tante persone in grado di risolvere problemi ed inventare tecnologie sempre migliori? Casomai possiamo parlare di un “sistema incompleto”: infatti l’utilizzo di Internet non deve sostituire i metodi attuali ma integrarli. Inoltre io continuo a ritenere che la spinta per fare emergere l’individualità dello studente, la sua genialità, deve arrivare dallo studente stesso. La chiave siamo proprio noi. Internet ha un potenziale d’azione gigantesco proprio perchè può diffondere ciò che pensiamo in tempo reale e a tutti. Ognuno di noi, online, diventa sia alunno che maestro. Internet forse è stato creato per sopperire a questa mancanza che c’è nel sistema scolastico, ed inserirlo è decisamente un miglioramento necessario, tuttavia questo non significa che la scuola ora come ora sia sbagliata. Un sistema come quello vigente è fondamentale, perché se non ci fosse un’unità centrale a cui fare riferimento e con cui coordinarsi, l'informazione verrebbe dispersa, e non più dispensata. D’altra parte sono convinto che anche i professori siano umani, e come tutti gli umani in grado di sbagliare, e là dove loro sbagliano dobbiamo essere noi a volere un chiarimento. Stare online significa sapersi criticare, saper dire: "Mmh potrei aver sbagliato, sentiamo cosa ne pensano gli altri" e cercare informazioni, oppure, "Guarda, era esattamente il mio stesso dubbio, posso aiutarlo io", e darle. Essere online significa ricominciare quell'angusto viaggio verso la conoscenza che ci vede tutti coinvolti, coi nostri dubbi e i nostri problemi, che come uomini non possiamo far altro che tentare di risolvere insieme. PLE, LMS, CMS io non me ne intendo molto di sigle, ma di una cosa sono certo: scuola e vita coincidono, la scuola inizia quando ci svegliamo e finisce quando andiamo a dormire, e chi è in vantaggio dà una mano a chi sta dietro. Chi spiega aiuta sé quanto gli altri, migliora la sua conoscenza e apprende nuove cose. Questa è la mia politica!

sabato 2 aprile 2011

"LA LUCE E L’OSCURITA’ NON HANNO NIENTE A CHE FARE CON LA LOTTA TRA IL BENE E IL MALE. IO SONO CERTO CHE LA GIUSTIZIA ALBERGHI IN ENTRAMBE!" (Haru Glory)

ただいま!! Vi sono mancato? Come no?! Bastardi!!!!! Ringraziate che sono troppo pigro per venirvi a picchiare di persona e troppo squattrinato per pagare qualcun’altro per farlo, altrimenti… Comunque, ormai che siamo qui, tanto vale parlarvi di un manga davvero speciale che ho recentemente acquistato (finendo così di nuovo senza soldi T_T, perchèèèè? perchèèèè??) da uno studente di medicina del 2° anno (ありがとう Marzio!): cari lettori, ho l’onore di presentarvi “Rave – The Groove Adventure”! Ma come che c%$£ è?! E va bene, vi do i dettagli! Sceneggiatore, trama!
"La storia ha inizio con un breve prologo nell'anno 0015 (cronologia di Rave), anno in cui si è svolto il primo grande combattimento fra Holy Bring (Rave) e Dark Bring che minacciava di distruggere il mondo. Shiba, il primo Rave Master riesce a sconfiggere Dark Bring grazie a Rave e alla sua spada Ten Commandments, ma non riesce a distruggerla completamente. Anzi, l'esplosione conseguente alla sconfitta di Dark Bring (Overdrive), oltre a distruggere un decimo del mondo, porta alla frammentazione di Rave in cinque parti che si spargono in diverse varie zone del pianeta. Solamente un frammento rimane nelle mani di Shiba, che da allora dedicherà la sua vita alla ricerca delle Rave perdute. Con un balzo temporale di cinquant'anni la narrazione si sposta sulla pacifica isola di Garage, dove un adolescente di nome Haru Glory pesca per sbaglio Plue, una buffa creatura con il naso a cono, che si rivelerà essere il messaggero di Rave. Lo stesso giorno Haru incontrerà Shiba, aiutandolo nella sua lotta contro Favel, un inviato di Demon Card (un'organizzazione che usando il potere di Dark Bring cerca di avere il controllo del mondo) che vuole rubare il frammento di Rave al vecchio spadaccino. Durante questo combattimento Haru scopre di essere il nuovo Rave Master, e di poter utilizzare il potere di Rave per combattere Dark Bring. Una volta presa coscienza delle sue responsabilità come nuovo Rave Master, Haru deciderà di abbandonare Garage Island e di mettersi alla ricerca dei restanti quattro frammenti di Rave accompagnato da Plue."

Dopo averlo letto vi assicuro che è uno shonen fenomenale, imperdibile! Storia veramente ricca di gag esilaranti e tanti tanti colpi di scena (se siete fan di One Piece è proprio il genere di manga che fa per voi)! Un grande classico, firmato Hiro Mashima! 

バイバイ!

domenica 27 marzo 2011

HITORI NO YORU! (ひとりの夜!)

Salve! Oggi ho scoperto un incredibile programma per tradurre in qualsiasi lingua si voglia un video di nostro interesse: DotSub! Non mi dilungherò nel raccontarvi quanto dobbiamo a programmi come questo ed a persone capaci di utilizzarli: questi eroi ci hanno permesso di vedere puntate di anime, telefilm, film, e quant'altro, senza dover stare 6 mesi con l'ansia di sapere cosa succederà nel prossimo episodio. Quindi semplicemente ありがとうございます! Bene, tornando a ciò che stavo dicendo, cari faggot, dopo 14 ore di estenuante lavoro (sièèè, diceeeee) ho deciso di regalarvi il prodotto dei miei sforzi: 
  
La 2a sigla di apertura di G.T.O interamente tradotta in italiano dal sottoscritto*

GREAT!

(*tecnicamente non è una proprio una bugia, in quanto ho riadattato la traduzione discutibile data da altri autori: tuttavia, come tutte le controindicazioni ci insegnano, cioè che è scritto in piccolo è trascurabile ^_^ ahahahahahah). 

バイバイ!

giovedì 24 marzo 2011

Assignment 1: Impariamo ad usare i Feed RSS!

Ahhh speravo di poter rimandare questo momento il più tardi possibile, ma visto che molti dei miei compagni l’hanno già fatto (=_= grrrr maledetti, giuro che scriverò il vostro nome sul Death Note!) toccherà anche a me. Bene bene bene, sembra proprio che sia costretto a spiegarvi cosa diavolo siano questi c&%$o di Feed RSS, anche se credo che oramai sia chiaro. Un Feed RSS è semplicemente un sistema che permette di rimanere aggiornati su un sito di nostro interesse senza dover controllare la pagina ogni giorno: in pratica, tutte le volte che in quella pagina c’è un aggiornamento ci arriva immediatamente una notifica! Come direbbe Barbra Streisand: “Uhuhuhuuuhuuuuu”. Non solo, con questo metodo è anche possibile filtrare le notizie, e ricevere ad es. solo i commenti di certi utenti o solo articoli riguardanti precisi argomenti: parbleu! Bene, ma veniamo in medias res. Come si fa st’affare? Allora, diciamo di voler essere informati su tutte le news dei manga pubblicati dalla “Planet Manga” (sottosezione della casa editrice Panini Comics, famosa per titoli come Naruto, Bleach, Death Note, Full Metal Panic & Alchemist, Slam Dunk, etc..). Come prima cosa andiamo su Gooooogle e scriviamo Panini Comics. Cliccate sul primo risultato che trovate. Una volta entrati nel sito, se osservate con attenzione (e vedete di farlo, perché mi sono spaccato le p$%£e per riuscire a cerchiarlo in blu e indicarlo con una freccia) vedrete in alto a destra un’icona con su scritto Feed RSS: anche qui cliccateci. 
Adesso trattenete il fiato 10 minuti e fate 7 capriole, ma mi raccomando, sempre trattenendo il respiro (sennò non vale). Fatto questo il pc vi presenterà una pagina simile a questa e vi chiederà di fare una scelta che cambierà il corso della storia: “Da chi vuoi ricevere news?” Voi naturalmente cliccate Planet Manga News! (se non lo fate, dovrete fare altre 10 capriole e ricominciare la procedura da capo…e non scordatevi di trattenere il respiro!). 
Ooooook, abbiamo quasi finito questo strazio, se non fosse che adesso arriviamo ad un bivio: la scelta che farete qui deformerà la trama della natura stessa. Il sito web vi chiederà con quale dei seguenti meccanismi fare l’iscrizione: Segnalibri Live, Google, Mio Yahoo!, etc.. Non vi preoccupate, e soprattutto, smettetela di fare capriole, e cominciate a toccarvi il naso con la lingua. Noi, che siamo giovani e temerari NERD proveremo entrambi i metodi:
N°-1: Scegliete “Abbonati a questo feed utilizzando Segnalibri Live” e cliccate su “Abbonati adesso”.
Appena fatto appariranno contemporaneamente:
- Una finestrella che vi invita a completare l’abbonamento e vi indica il nome della cartella su cui arriveranno le news
- In alto a dx sulla barra degli strumenti il collegamento desiderato.
Se completate la procedura il collegamento sulla barra degli strumenti sarà permanente e avrete continuo accesso alle news solo cliccandoci sopra
N°-2: Scegliete “Abbonati a questo feed utilizzando Google” e cliccate su “Abbonati adesso”. 
Una volta fatto verrete reindirizzati ad una nuova pagina. Adesso, cari bas$%£di, cliccate sul collegamento a caratteri cubitali che ho evidenziato “Add To Google Reader”, programma che dovreste avere tutti. 
C%&$ che p$%£e menomale ci siamo quasi. Dunque, in realtà abbiamo finito ahahahaha. Appena cliccato sulla finestra si aprirà il vostro Google Reader nel quale potrete notare in basso a sinistra l’icona Panini Comics! 
Se ci cliccate col cursore vi si apre la pagina di Planet Manga con le news che stavate cercando! Fico vero? GREAT! Questo era il tutorial per seguire le novità sui vostri manga preferiti con un simple click. Alla prossima gente, バイバイ!

sabato 12 marzo 2011

"IO VIVO AL MASSIMO!" (Nanahara Shuya)

UOOOOOOOAAAA!!!! Se state leggendo questo post significa che ho smesso di caz%&$giare e di ritornare a casa ad orari improponibili, e che sto riprendendo la vita da studente modello (sièèèèèèèèè). In ogni caso, WELCOME BACK al secondo appuntamento col magico mondo dei manga!! In questi giorni di duro lavoro (=nullafacenza) mi sono dedicato alla lettura di un manga daaaaavero spettacolare, che mi ha entusiasmato così tanto da farmi venire voglia di raccontarlo anche a voi, yeeeeeeeeeee! Il manga si intitola "Battle Royale": per i più esperti di voi sto parlando di argomento già bello che noto, mentre alle new entries sto offrendo l'ABC del fumetto (direi che qui si va sullo spettacolare). Ma veniamo a noi. Di cosa parla questa dannata storia? La lotta di uno studente di medicina contro la dinastia Balboni? Il tentativo del folle scienziato Lehninger di farti smettere di mangiare cioccolata perchè sennò devi ripetere a memoria tutta la catalisi dei carboidrati? eeeeeeeeh no. Però sempre in ambito scolastico siamo, anche se stiamo parlando di una scuola un po' particolare :D. Eccovi la trama!
"Nella Repubblica della Grande Asia, uno stato totalitario geograficamente localizzato nel Giappone della realtà, vige il BR act. Secondo tale legge, ogni anno viene scelta tramite sorteggio una classe di terza media per partecipare al cosiddetto Programma. Il gioco consiste in una lotta all'ultimo sangue in cui i partecipanti devono uccidersi a vicenda in un luogo scelto appositamente dal governo, precedentemente evacuato. Per costringerli a partecipare, tra i vari espedienti c'è un collare che fornisce al centro di controllo la posizione degli studenti e che esplode in caso di fuga o di ammutinamento. Ai partecipanti è fornita un'arma con criteri assolutamente casuali (dalle mitragliatrici ai coperchi di pentola), in modo da uniformare, affidandole completamente al caso, le possibilità di sopravvivenza. L'obiettivo è che rimanga un solo superstite, l'unico che potrà fare ritorno a casa. Il manga ha per protagonisti gli studenti di una delle classi sorteggiate: la classe 3-B dell'istituto Shiroiwa, 21 maschi e 21 femmine. Il loro Programma si svolgerà su un'isola evacuata."

Spettacolare? Ve l'avevo detto! Mi aspetto grandi discussioni al riguardo, sia sul disegno che sulla storia! E voi come avreste reagito? Ribellarsi al sistema o uccidere i propri compagni? Commentate!
バイバイ!

mercoledì 9 marzo 2011

Matteo Poggi, 21 anni, celibe. Molto piacere!

Matteo: GREAT! Concluse le presentazioni, direi che possiamo finalmente dichiarare aperto questo blog! 
Gentile pubblico: Bravo! Bravissimo! Sei un cavallo! (fischi, applausi, donne bellissime che mi si gettano addosso --> NdA: Ma mai nella vita!)
Omino tra il pubblico con accento inglese: Mi scusi Sir, adesso non dovrebbe illustrarci il programma, le potenzialità e le funzionalità di questo blog? 
Matteo: Ehm.. Ehehe. Giusto! Giusto! Dunque, direi che.. Bè, come prima cosa penso sia necessario spiegare il perché sia nato questo sito!
Gentile pubblico: ZZZ zzz ZZZ zzz (amabilmente dormendo ancora prima che dicessi la parola “spiegare”).
Matteo: Ehi! Ehi! Teste di c%&$o! Svegliatevi! AAAAAAAAAAAARGH (lunga sequenza di cazzotti e parolacce). Bene. Come stavo dicendo questo blog è nato per un desiderio, il forte desiderio di rendere partecipi ed offrire news a neofiti ed esperti, sul grandioso mondo dei manga e della cultura giapponese. Come molti di voi sanno i manga sono quei libretti di 20 X 25 cm ca. che vedete spesso in mano a NERD occhialuti e OTAKU all’ennesima potenza, contenenti storie a fumetti di una demenzialità straripante. Questo è vero, ma solo in parte! Quello che alcuni di voi non sanno forse è che in Giappone i manga non sono semplici fumetti, ma fanno davvero parte della letteratura e sono considerati al pari di tutte le altre opere letterarie (si, so che avreste volentieri neutronizzato i canti del Paradiso di Dante affermando la sola esistenza degli Shinigami XD).
Molti di voi ora si staranno chiedendo: “Che me ne frega maledetto idiota?”. Può non interessarvi, ma credo che la lettura al giorno d’oggi sia una pratica in forte decadenza a favore di attività molto più “immediate” come film e videogiochi, che permettono un approccio decisamente più diretto. Perché scegliere i manga allora? Perché i manga si trovano esattamente a ponte. Io sono un forte sostenitore della letteratura classica, e nondimeno, sono certamente un appassionato di cinema: forse è proprio per questo che apprezzo così tanto i manga. Il tratto, la velocità, la perfezione del disegno sono unite ad una trama solida, brillante, sorprendente, che ti fa trattenere il fiato ad ogni pagina. Come per un libro, ti cimenti in un mondo nuovo, apri la mente ad idee che non avevi mai considerato, sogni e ti migliori. Come per un film, rimani incollato alle immagini che si susseguono, ne osservi ogni minimo tratto quasi potessi percepire le sensazioni dell’autore in quel momento, ed ogni immagine è esattamente come l’avevi pensata, o forse, proprio l’esatto opposto, ma tutto ciò ti attira e, in cuor tuo, desideri confrontarti col personaggio che vedi. Un manga, come un film o un libro, è l’espressione del pensiero di qualcuno che ha avuto il coraggio di realizzare un’idea per altri folle: e non c’è niente di più stimolante, per il cervello, di un’idea tanto geniale quanto quasi irrealizzabile .
Non leggiamo manga per fuggire dalla realtà, leggiamo manga per poterla affrontare come nessuno ha fatto prima.